Il Parco Naturale Regionale della Lessinia è un paradiso verde incastonato tra le Piccole Dolomiti, la città di Verona e il Monte Baldo che si estende per poco più di 100 km2: esso passa da zone per lo più pianeggianti a vette molto alte ed è caratterizzata da alcuni aspetti naturali e umani inconfondibili.
Qui, nel corso dei secoli, la natura è riuscita ad auto-lavorarsi e affinarsi, arrivando a creare dei monumenti unici ed irripetibili, talvolta con l’aiuto dell’uomo.

Il ponte di Veja

Ai confini del comune di Sant’Anna d’Alfaedo si trova il ponte di Veja, il più grande arco naturale in Europa situato tra la Lessinia e il Lago di Garda, caratterizzato da origini molto antiche: sotto i massi di crollo e in due caverne sono stati infatti trovati reperti paleolitici.

L’origine

Gli studiosi si sono divisi tra due ipotesi: qualcuno pensa che questo ponte si sia formato grazie all’evoluzione di una caverna carsica apertasi nel corso di milioni di anni a causa dell’azione corrosiva dell’acqua, altri pensano invece che il tutto sia stato causato dal terremoto del 1223.

parco regionale della lessinia percorso nel canyon

La valle delle sfingi

Situata nella contrada del Brutto a Camposilvano, in Lessinia, questa valle particolare si estende per circa 800 metri e presenta monoliti calcarei regolarmente distanziati l’uno dall’altro, che danno il nome alla valle stessa in quanto ricordano, appunto delle sfingi egizie.

Come si è formata?

Anche in questo caso è stata tutta opera di Madre Natura: grazie all’erosione carsica di due diverse formazioni rocciose, difatti, hanno preso forma queste rocce particolari.

parco regionale della lessinia

Il Covolo di Camposilvano 

Situato nel cuore della Lessinia si trova questa cavità carsica, assimilabile ad un pozzo, profonda oltre 80 metri molto suggestiva e completamente avvolta nel verde. Il covolo si è formato ancora una volta in maniera naturale, grazie al crollo di un’ampia grotta, dovuta ai vari fenomeni carsici.

In passato…

 Questo luogo è stato frequentato fin da prima dell’ultima glaciazione, si parla quindi di oltre cinquantamila anni fa, anche dall’uomo di Neanderthal. In passato il suo utilizzo era molto funzionale: grazie alle sue temperature bassissime, che lo caratterizzano tutt’oggi, veniva sfruttato come frigorifero e ciò è stato testimoniato dal ritrovamento di ossa animali.

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